Il pallone dei mondiali di calcio in Russia sarà come per i suoi predecessori un simbolo di questa competizione.

I mondiali da sempre rappresentano la passerella per eccellenza per il mondo del calcio accendendo i riflettori sulla Nazione ospitante, le squadre dei Paesi parteciapanti e sulle attrezzature che devono rappresentare il futuro tecnico di questo sport.

Protagonista costantemente sotto gli occhi di tutti è proprio il pallone che nella ricerca di design e materiali sempre all’avanguardia spesso si trova ad essere criticato per le sue “performance” ma che nel bene e nel male rappresenterà il punto di riferimento per ciò che vedremo nelle competizioni future.

Così la storia del “telstar” affonda le radici nella tecnologia fin dalla sua prima incarnazione, quella del mondiale di Messico ’70 che ha preso spunto dalla rete di stalliti chiama artificiali posti in orbita geocentrica ed utilizzati nelle telecomunicazioni via satellite, fra cui le trasmissioni televisive in diretta, chiamata per l’appunto telstar.

Questi satelliti dalla forma sferica sono punteggiati sulla superficie da pannelli solari, cosa che ha ispirato il design iconico di esagoni e pentagoni a scacchi bianchi e neri cuciti tra loro che hanno fatto di quel pallone dei mondiali del 1970 il pallone per eccellenza ancora oggi. Il primo Telstar

Oggi per l’appunto, nel 2018 l’Adidas riprende quel design classico portandolo nell’era contemporanea, così gli inserti pentagonali ora lasciano il posto a delle bande pixelate, che danno al tempo stesso l’idea del moto e di un futuro digitale.

Volendosi lasciare alle spalle le critiche per le strane traiettorie prese dai suoi predecessori il Telstar 18 Adidas ha collaborato con la NASA per risolvere il problema, a quanto pare dovuto ai flussi d’aria irregolari creati dalle cuciture del pallone durante il volo privo di rotazione.
La soluzione è stata quella utilizzare appena 6 pannelli per comporre la sfera, non sono cuciti tra di loro ma saldati al laser, proprio per ridurre al minimo il problema dell’irregolarità delle traiettorie. Adidas infine ha integrato anche un chip NFC. A differenza però di quanto fatto con un precedente modello da allenamento, il chip non serve per fornire all’utente dati su velocità, angolazione etc. ma per generare un codice identificativo unico, che sblocca contenuti e informazioni esclusivi sul Mondiale 2018.

 

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