Il 12 Novembre del 2018 si spegne a 95 anni Stan Lee, il creatore insieme a Steve Ditko e Jack Kirby di alcuni dei supereroi Marvel più amati: Spiderman, Hulk, Thor, Iron-man portano tutti la sua firma.

” Il sorridente” (uno dei soprannomi di Stan Lee) ha guidato la Marvel nella sua età dell’oro formandola dalle ceneri della Timely Comics sapendo trovare gli spunti necessari per dare un taglio completamente diverso al panorama dei supereroi americani rendendoli di nuovo (notevolmente) appetibili al pubblico.

A fine anni ’40 quelli che erano almanacchi e strisce comic diventavano sempre meno apprezzati, molto probabilmente per il taglio propagandistico e poco vicino alla realtà vissuta dai lettori.

Fu proprio il muoversi nella direzione opposta la grande intuizione di Stan Lee che riavvicinò il pubblico ai personaggi di fantasia, portandoli a riscoprire anche le vecchie glorie come Capitan America.
I supereroi di Lee Ditko e Kirby non erano semplici figure statiche che grazie alle loro qualità sconfiggevano il cattivo di turno, bensì erano eroi con problemi di tutti i giorni, basti pensare “all’amichevole Spiderman di quartiere” che oltre ad un lutto familiare e ad essere orfano doveva riuscire a sbarcare il lunario come poteva nei panni di Peter Parker andando al contempo a scuola, mentre indossato il costume dell’uomo ragno si occupava delle esigenze primarie di New York, dalle rapine ai piccoli furti, la mafia e ogni tanto qualche super criminale.
Situazioni in cui i lettori sicuramente riuscivano ad immedesimarsi maggiormente.

Pare inoltre che sia satata sempre sua l’idea di intrecciare in maniera molto stretta le storie di tutto il mondo Marvel con incontri frequenti tra supereroi, invece di trattarli come se ognuno vivesse in una realtà parallela esclusivamente sua.
Trovata sicuramente azzeccata per dare slancio a personaggi nuovi o meno apprezzati dei quali si è obbligati a seguire le storie per poter capire pienamente quella del proprio beniamino.
Se da una parte il risultato è quello di vendere più albi, dall’altro questo comporta un pò di caos data la mancanza di linearità delle varie storyline portate avanti a singhiozzi.

Stanley Martin Lieber (questo il nome completo di Stan Lee) è stato ricoverato d’urgenza ieri presso il Cedars-Sinai Medical Center di Hollywood dove si è spento tra l’affetto dei suoi cari.
Pare soffrisse da tempo di una malattia degenerativa e che iniziasse a mostrare i primi segni della demenza senile.

Amava particolarmente il mondo dei fumetti, al punto da essere protagonista di moltissimi cammei all’interno delle opere Marvel, dai fumetti ai cartoon (Simpson inclusi) fino a film e videogiochi da qualche parte spuntava con le sue fattezze per fare una battuta o rappresentare un personaggio eccentrico.
Ha sempre amato il rapporto con il pubblico e non disdegnava mai un incontro pubblico nelle varie convention dedicate ai fumetti, tanto da avere un’esposizione tale da portarlo ad essere considerato più di un semplice autore ma un personaggio vero e proprio.
Quando gli chiedevano cosa aspettasse ad andare in pensione rispondeva che normalmente la gente va in pensione per staccare dal lavoro e fare qualcosa di divertente, ma lui faceva già qualcosa di divertente, quindi costringerlo a farsi da parte sarebbe stata una punizione.
Lee era lo specchio dei suoi eroi, ne impersonava la battuta pronta,i pregi e i difetti e forse questo gli ha permesso di riempire i fumetti con tutta l’umanità e la realtà che a volte mancava ai colleghi della Dc, con la quale Marvel condivide il merito di aver reso i protagonisti degli albi a fumetti quello che sono oggi.

Per l’appunto oggi i supereroi di matrice americana sono tra i protagonisti della cultura pop, conosciuti in tutto il mondo cavalcano molteplici media e portano con sé una potente capacità di veicolare dei messaggi a persone di ogni età, in particolare ai bambini.
Prima dell’avvento dei manga giapponesi i comics americani sono stati il nostro secondo amore dopo i fumetti nostrani come TEX e Diabolik e si tratta di un amore duraturo.

Stan Lee è stato tuttavia anche un personaggio controverso, criticato spesso perchè secondo alcuni si sarebbe assunto dei meriti non suoi.
Steve Ditko e Jack Kirby secondo alcuni sono le vere menti e mani geniali da cui sono nati i principali supereroi Marvel e che Lee fosse essenzialmente un uomo di facciata che si è preso il grosso dei meriti del lavoro degli altri due artisti.
I tre si sono spesso scontrati tramite biografie interviste e cause, sui propri meriti e su chi abbia dato il contributo fondamentale al processo di creazione del mondo Marvel.
Sicuramente è abbastanza difficile stabilire oggi chi in quei giorni febbrili e creativi abbia dato il maggior apporto creativo.

Nonostante non sia un personaggio direttamente legato al mondo dell’informatica, ci è sembrato doveroso scrivere qualche riga su un personaggio che ha influenzato (insieme ai suoi colleghi) molto la cultura moderna e ci ha dato modo di sognare di possedere un’armatura ipertecnologica invincibile o di volteggiare tra un grattacielo e l’altro.

 

 

 

 

Fonti: Wired

 

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