Per quanto possa sembrare una scena di un film di fantascienza, al CES 2019 a Las Vegas una macchina a guida autonoma investe un robot che camminava di notte sul ciglio di un marciapiede (per l’esattezza era a tutti gli effetti sulla carreggiata).

L’incidente è stato ripreso da un telecamera che mostra il malcapitato robot della Promobot (le cui fattezze ricordano un “Emilio” adulto) essere urtato di striscio dalla Tesla, cadere e non rialzarsi.
In tutto questo la Tesla nemmeno rallenta per soccorrere il “collega” ferito. Che non corresse buon sangue (o elettricità) tra i due?
Ebbene quella caduta si è rivelata fatale in quanto il robot promozionale della ditta robotica non si è più ripreso, uscendo tristemente dalla scena del CES.
I suoi creatori hanno deciso improvvisare una “veglia funebre” per lo sfortunato robot la cui funzionalità è stata interrotta nel fiore degli anni.

 

Una storia buffa e triste allo stesso tempo che apre un dibattito futuristico sui diritti degli automi, dilemmi di natura etica e filosofica su quanto un robot con una IA possa essere considerato un essere a tutti gli effetti, tematiche affascinanti affrontate in film come blade runner e l’uomo bicentenario ….. e invece no.

Il tutto infatti è stata un’abile trovata pubblicitaria della Promobot per avere visibilità in un’evento dove le idee ed i prototipi si affollano in una vetrina in cui non è semplice risaltare quanto rimanere in sordina, cosa dimostrata dalle pubblicazioni su vari siti.
Il filmato pubblicato stesso presenta delle anomalie evidenti, come il fatto che stranamente si stesse riprendendo il robot e che questo “guarda” verso la camera fino al momento dell’incidente.
Inoltre il robot viaggia a margine della carreggiata e sicuramente ha dei parametri identificativi differenti da esseri umani, veicoli od ostacoli rendendone difficile il riconoscimento da parte del sistema di guida autonoma della Tesla (sempre ammesso che fosse effettivamente in quella modalità come dichiarato).

Dato che la notizia ha fatto il giro del mondo su siti, riviste e social si può dire che l’intento prefissato è stato raggiunto in pieno facendo sorridere e forse pensare.

 

 

 

 

 

Fonte: Wired Italia

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