Ebbene si.
La grande G, estremamente coinvolta nella ricerca e nello sviluppo dell’ Intelligenza Artificiale sia per i suoi assistenti virtuali (Google Assistant), sia per progetti specifici inerenti agli home assistant o le auto a guida autonoma, ha istituito circa una settimana fa un comitato per lo sviluppo etico di questa tecnologia… peccato che il team si sia già sciolto.
L’ATEAC (Advanced Technology External Advisory Council) avrebbe dovuto “riflettere su alcune delle sfide più complesse legate all’intelligenza artificiale, tra cui il riconoscimento facciale e il bilanciamento del machine learning, al fine di evitare il diffondersi e radicarsi di stereotipi culturali, che in maniera anche involontaria potrebbero passare dagli uomini alle macchine”.
Una tematica che globalmente sta diventando giustamente una priorità, considerato lo sviluppo quasi esponenziale delle capacità delle IA e della quantità di dati a cui hanno accesso, incluso il controllo dei nostri dispositivi ( basti pensare ad un sistema di videosorveglianza che si integra con un home assistant e che conseguentemente elabora informazioni su chi entra e chi esce e cosa fa in casa), al punto che già a fine Febbraio in Europa si è avviato il progetto per un Codice Etico che tracci il solco di uno sviluppo che mette la difesa dell’individuo e della sua libertà in primo piano.

I Membri dell’ ATEAC.

Il team degli Avengers di Google che aveva il compito di occuparsi della delicata questione era composto da otto membri, tra accademici, esperti di politica e dirigenti.
Tra questi ricordiamo Luciano Floridi, filosofo ed esperto di etica digitale presso l’Università di Oxford, l’ex vice Segretario di Stato degli Stati Uniti William Joseph Burns, Dyan Gibbens, amministratore delegato del produttore di droni Trumbull e Alessandro Acquisti, ‎professore ordinario di tecnologia dell’informazione e politica pubblica‎ presso l’Heinz College .

La rottura

Il naufragio del team è dovuto proprio alla sua composizione.
La presenza di Kay Coles James, presidente della Heritage Foundation, figura nota negli Stati Uniti per essere conservatrice, anti-LGBTQ, contrario all’estensione dei diritti agli individui transgender e scettico sui cambiamenti climatici, nel gruppo ha fatto si che diversi altri membri del consiglio, tra cui il professor Alessandro Acquisti della Carnegie Mellon, abbiano minacciato di abbandonare o abbandonato il consiglio, criticando la decisione di integrare James.


Google non ha fornito informazioni sulla scelta dei membri, ma secondo molti la decisione di integrare Kay Coles James potrebbe essere stata influenzata dal desiderio di placare i legislatori repubblicani e di avere dei favori in caso di regolamentazione sulla ricerca relativa all’IA e la sua applicazione in prodotti e servizi reali.

Un portavoce di Google ha affermato che “è diventato evidente che nell’ambiente attuale, ATEAC non può funzionare come volevamo, quindi stiamo terminando il consiglio e tornando al tavolo delle idee. Continueremo a essere responsabili nel nostro lavoro sugli importanti problemi sollevati dall’intelligenza artificiale, e troveremo strade diverse per avere opinioni esterne su queste tematiche”.







Fonte : Tom’s Hardware

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