Realtà aumentata e realtà virtuale sono due settori dell’informatica nei quali le maggiori compagnie del campo stanno ricercando, investendo ed innovando.
Si prospetta un futuro in cui le informazioni e le simulazioni saranno sempre più integrate nella vita di tutti i giorni per cui potremo vedere un percorso stradale materializzarsi davanti ai nostri occhi sotto forma di una linea da seguire oppure dove le istruzioni per montare un mobile ci faranno vedere esattamente ogni movimento da fare e come il pezzo va posizionato, magari correggendoci grazie ad una IA che traccia i nostri movimenti.

Proprio i nostri movimenti sono uno dei punti in cui vengono profusi i maggiori sforzi per capire come permetterci di interagire con questi sistemi senza l’utilizzo di intermediari fisici come pulsanti. stick o supporti tracciabili.

Il Facebook Reality Labs, divisione dell’universo di Facebook nata ad Agosto 2020 in seguito al rebrand dei prodotti e delle ricerche di Oculus (già di proprietà del social network dal 2014), ha rivelato che sta lavorando ad una tecnologia che permetterà di tradurre gli impulsi elettrici dei motoneuroni che arrivano alla mano, in comandi digitali utilizzabili per controllare le funzioni di un dispositivo.
Come? Nessun elettrodo computer o microchip ma tramite due bracciali ai polsi.

Affinché questa interazione uomo-macchina funzioni, i ricercatori hanno messo a punto prototipi che tramite elettromiografia usano dei sensori per tradurre gli impulsi elettrici dei motoneuroni trasmessi dal midollo spinale al polso fino alla mano in comandi digitali utilizzabili per controllare le funzioni di un dispositivo.
Così l’interazione avviene semplicemente con il gesto della mano.

Riconoscere il quale gesto si vuole compiere trasformandolo in un input nonostante sia un grande raggiungimento non è sufficiente per eseguire un’operazione in concreto, per questo viene in aiuto l’IA che cerca di dedurre le informazioni di cui l’utente ha bisogno o le attività che potrebbe fare in diversi contesti e gli propone così un insieme di scelte su misura.
Con lo strumento di input si potrà operare una scelta come cliccare su un pulsante virtuale e sempre disponibile tramite un leggero movimento delle dita, Facebook lo chiama “the intelligent click” .

Ciò che stiamo cercando di fare con le interfacce neurali è consentire alle persone il controllo diretto della macchina grazie ai segnali del sistema nervoso periferico, ossia dei nervi al di fuori del cervello responsabili del movimento delle mani e delle dita”, ha spiegato Thomas Reardon, Director of Neuromotor Interfaces di Frl.
Il clic intelligente consente di compiere azioni altamente contestualizzate con pochissimi attriti, perché l’interfaccia mostra le informazioni più rilevanti in base alla storia dell’utente e alle sue scelte personali, consentendo di agire con gesti di input minimi e senza alcun sforzo o distrazione: i microgesti, infatti, non distoglieranno la persona da suoi pensieri o movimenti. I segnali che passano dal polso sono talmente chiari che l’Emg può dedurre movimenti minimi delle dita anche solo di un millimetro.

Non solo input immediati ma c’è anche bisogno di un modo per chiudere il ciclo di retroazione e consentire al sistema di comunicare nuovamente con l’utente rendendo così gli oggetti virtuali tangibili.
Parliamo di integrare nel processo il senso del tatto e la scelta del polso non è casuale: questa parte del corpo è pratica per indossare un accessorio e vicina alle mani e consente quindi una maggiore capacità di controllo nella realtà aumentata.
Per esplorare le tecnologie tattili del braccialetto al momento nel laboratorio si stanno studiando una serie di prototipi come il Bellowband, ossia un braccialetto morbido e leggero con otto soffietti pneumatici distribuiti sulla sua superficie, ed il Tatsbi formato da sei attuatori vibrotattili e da un nuovo meccanismo di compressione del polso.

Un passo avanti davvero grande che trova miriade di applicazioni che vanno dalla possibilità di comandare più dispositivi in maniera estremamente rapida, all’interazione sociale tra persone distanti, fino alla possibilità di maneggiare un oggetto lonano ricreato in 3D .

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