Gli occhiali smart o forse più in generale la voglia di aggiungere tante informazioni in più davanti ai nostri occhi sono da anni il pallino del settore dei dispositivi indossabili.

Ci fu il tempo dei Google Glasses usciti nel lontano 2013 ambiziosi ma dallo scarso successo (anche a causa del prezzo non proprio accessibile) e dei Microsoft Holo Lens lanciati 3 anni più tardi, più evoluti rispetto ai glasses ma anche più ingombranti e nondimeno costosi.
Oggi mentre i Glasses sono finiti in un cassetto, gli Holo Lens insieme ad altri prodotti come gli Epson Moverio sono ancora distribuiti ma vengono pensati principalmente per un contesto professionale, come il settore turismo, quello dello spettacolo il design e l’editing, lasciando l’utenza domestica un a bocca asciutta.

Che ne è stato della realtà aumentata per tutti allora?

Quella voglia di mondo virtuale non è ancora sfumata e Luxottica tramite il suo marchio Ray-Ban, in collaborazione con Facebook, ha creato il suo primo modello di occhiali smart: i Ray-Ban Stories.
Prendendo come base il suo modello più iconico, i Wayfarer indossati dai Blues Brothers e Michael Jackson (per citare un paio di personaggi sconosciuti), sono state aggiunte delle funzionalità che possono definire questi occhiali come smart glasses.

Cosa fanno?

Iniziamo dalla funzione ormai più diffusa sugli occhiali che si fregiano di essere dispositivi smart, ossia la possibilità di utilizzarli come auricolari.
Con i Ray-Ban Stories è possibile infatti ascoltare la musica, effettuare telefonate, gestire i messaggi ed utilizzare l’assistente virtuale del proprio device, oltre che il Facebook Assistant per caricare contenuti senza dover tirare fuori lo smartphone dalla tasca.
La diffusione audio è affidata degli altoparlanti integrati che sfruttano alcune aperture situate al fondo delle stanghette. Mentre per la voce sono presenti ben tre microfoni posizionati in prossimità del logo.

L’assistente del social per eccellenza ci indica quale sia la direzione dello scopo dei Ray-Ban Stories, ossia la possibilità di creare contenuti facilmente pubblicabili e di fornire gli strumenti per poterlo fare.
Sulla montatura degli occhiarli, sugli angoli vicino alle cerniere sono presenti infatti 2 fotocamere da 5 megapixel in grado di scattare fotografie a 2592 x 1944 pixel di risoluzione, mentre per video si parla di 1184 x 1184 pixel a 30 fps.
Lo spazio di archiviazione è di circa 8 GB e complessivamente si possono archiviare più di 500 foto o 30 video (ciascuno da massimo 30 secondi).

Aspetto e comandi

Rispetto al modello classico le differenze sono davvero poche e considerata la necessità di inserire i comandi dispositivo e la batteria nel risicato spazio di una montatura da occhiali con un incremento di peso di soli 5 gr l’impresa merita una menzione d’onore.
Se si sfilano è possibile notare che le stanghette sono leggermente più grandi del modello originale e che su quella di destra è presente il tasto funzione.
E’ guardando lo schema che ci si accorge di tutti i dispositivi e controlli che sono presenti sugli occhiali.

 

Sulla parte frontale oltre alle fotocamere ed alle lenti si può allora notare che è presente un led bianco sulla parte sinistra che si accende ogni volta che facciamo una fotografia od un video.
Una misura precauzionale per la privacy altrui per avvisare chi ci sta intorno sul fatto che stanno per essere immortalati.
Sulla stanghetta di sinistra, internamente, è presente il pulsante a scorrimento per l’accensione delle funzioni smart degli occhiali.
Su quella destra oltre al citato tasto funzione che consente l’avvio di un video con un tocco e lo scatto di una foto con una pressione prolungata, è presente un’area touch a sfioramento che con uno o più tocchi gestiscono la riproduzione audio e le chiamate, mentre lo scorrimento (swipe) in avanti o indietro il volume.
Un tocco prolungato abilita l’interfaccia vocale, ma volendo si può semplicemente proferire “Hey Facebook take a photo” (trad. hey facebook scatta una foto) per scattare un’istantanea.
La frase in inglese non è di circostanza ma indica che vocalmente si possono gestire tutte le funzioni, ma attualmente viene riconosciuto solo l’idioma inglese.
In futuro saranno disponibili anche l’italiano, il francese e lo spagnolo.

Per quanto riguarda la scelta, se la forma è classica, i colori possono essere diversi oltre al binomio montatura nera lente nera sono presenti varianti di colori, lenti trasparenti e graduate con funzione transition.

Autonomia ricarica e custodia

Sono pur sempre un paio di Ray-Ban e come tali se non si accendono funzionano come dei classici occhiali da sole e non viene consumata la batteria.
Se invece vogliamo scattare o girare filmati in Point Of View e/o ascoltare un pò di musica gli occhiali ci assisteranno fino a 6h di utilizzo medio: un’oretta di musica, 10 foto 10 video e 30 minuti di chiamate.

Per ricaricare gli occhiali è sufficiente riporli nella custodia perchè la magia si realizzi.
Il contatto per la ricarica avviene infatti tra le cerniere degli occhiali e dei contatti magnetici presenti nella custodia, lasciando pulito il design degli occhiali.
La custodia si ricarica tramite cavo USB C e consente di ricaricare 3 volte gli occhiali in circa 70 minuti.

Privacy

Necessario citare la questione inerente alla privacy in senso bidirezionale, sia per coloro che possono essere ripresi, sia per il possessore ed i suoi contenuti privati.
Se per le terze persone è presente il led che avvisa di cosa stia accadendo, per chi indossa gli occhiali è stato studiato un procedimento a step per la gestione di ciò che viene registrato.
I contenuti ripresi tramite gli occhiali passano per l’app Facebook View, cuore dell’esperienza dei Ray-Ban Stories dato che ne consente la gestione di tutte le funzioni, e che rappresenta una sorta di checkpoint per importare il materiale, editarlo e condividerlo su Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger, Twitter, Tik-tok, Snapchat, etc.
Ogni scatto o video non può essere caricato automaticamente e direttamente online o su altre app senza il previo passaggio e consenso sul cellulare.
Per impostazione definita gli occhiali raccolgono solo i dati necessari per il loro funzionamento, come ad esempio lo stato della batteria per inviare un alert oppure l’indirizzo e-mail e la password per la verifica dell’accesso a Facebook View e alla connessione wi-fi.
Le foto e i video ripresi sono cifrati e l’abbinamento degli occhiali può avvenire esclusivamente con un solo account alla volta.
Ogni tentativo con altri terminali porta alla cancellazione di dati e media; bisogna seguire un’apposita procedura quando si decide di cambiare cellulare.

I Ray-Ban Stories sono disponibili da oggi ad un prezzo base di € 329,00 e potrebbero rappresentare un passo in avanti per gli smart glasses che finalmente si propongno senza strane appendici o forme maggiorate ad un prezzo tutto sommato contenuto rispetto al modello classico.
Se solo MJ li avesse indossati durante uno dei suoi concerti…..

Foto credit: RAY-BAN

Share This

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi